Oltre ad inaugurare il lavoro fatto dagli altri, cosa stanno facendo Luca Bergamo e il Sindaco Virginia Raggi per il Mecenatismo? Elemento vitale per la conservazione e la fruizione del nostro inestimabile patrimonio artistico?

venerdì 24 febbraio 2017
Riavvolgiamo il nastro. Torniamo ai tempi del Commissario Tronca.
Presenti l’amministratore delegato di Fendi, Pietro Beccati, e i rappresentanti di Bulgari, Tronca aveva testualmente detto: «Ho fatto una stima sommaria, ci vogliono 171 milioni di euro per la conservazione e la fruizione dei monumenti, mentre per la valorizzazione il costo è 238 milioni». 

A pochi giorni dalle elezioni che stavano per decretare Virginia Raggi nuovo Sindaco di Roma , il commissario aveva voluto lasciare un segno a chi dopo di lui avrebbe amministrato la città. Un'indicazione precisa, una via obbligata: senza soldi (o meglio con le enormi difficoltà che Roma ha nel reperire le proprie ricchezze facendo lavorare bene la macchina amministrativa) serve il mecenatismo e la stima per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio della città, seppur approssimativa, è spaventosamente alta. Il commissario aveva evidenziati cento siti (100!) solo nell’area archeologica centrale, presentati insieme con il sovrintendente capitolino ai Beni culturali Claudio Presicce Parisi.

Da Colle Oppio a largo Argentina, dalla Galleria d’Arte Moderna al Museo della Città. Nel dettaglio, per esempio, riportava il costo di duemila euro per  il restauro e la ritinteggiatura della scala di accesso del Palazzo Senatorio lato Sisto IV e quello di un milione e mezzo  per  i padiglioni di Villa Aldobrandini. Per le 80 fontane più belle della città, tra centro e periferia, occorrerebbero  10.411.000 euro. Gli interventi di conservazione e fruizione (l’esatto costo stimato è di 171.525.000 di euro) riguardano i monumenti disseminati nelle periferie.

Bene. La cosa molto grave è che questa amministrazione, che non ha neppure avuto il buon gusto di ringraziare Ignazio Marino per l'inaugurazione della scalinata di Trinità dei Monti  eseguita dalla Maison Bulgari e per quella recentissima del completamento del restauro dell’affresco custodito ai Musei capitolini, nella Sala Orazi e Curiazi, per merito del ricco mecenate  Alisher Usmanov, contestava, dall'opposizione, lo scontrino di un paio di migliaia di euro di cena  dai quali sono scaturiti 2 milioni sonanti per la città.
Ma oltre a questo odioso precedente la cosa che preoccupa davvero è che con l'arrivo dei cinquestelle l'attività di avvicinamento di Mecenati è praticamente ferma. Un altro corpo mortale per una città, immobile,  che ha tanto bisogno di cure e interventi dai tanti odiati "brivadi". RR


Nella foto: Usmanov - Marino

DECORO!! VIA I LAVAVETRI DAI SEMAFORI. SI FACCIA UN'ORDINANZA E LA SI FACCIA RISPETTARE!


La legge c'è. Nello specifico è l'articolo 650 del codice penale. Il Corpo di Polizia Municipale per farla rispettare no. Dopo aver parlato dei parcheggiatori abusivi, oggi parliamo di un'altra odiosa forma di racket: quella dei "lavavetri" ai semafori. Persone, badate bene, non presenti lì per propria scelta, ma posizionate da un'organizzazione criminale che divide il territorio per zone di accattonaggio offrendo questo servizio fastidioso e pericoloso perché spesso d'ostacolo alla circolazione stradale. Ma tornando al 650 del codice penale, in teoria ma non in pratica, i Vigili Urbani potrebbero  sequestrare l´attrezzatura (secchi, stracci e spazzoloni) ed elevare multe sino a 200 euro, o comunque sequestrare a vantaggio della collettività, quanto incassato dal lavavetri abusivo. In un paese civile il passo successivo sarebbe accompagnare i lavavetri in questura per l´identificazione: portare gli immigrati clandestini  (la maggioranza) al Cie di Ponte Galeria e rimpatriarli.


Un'ordinanza dell'allora Sindaco Alemanno aveva aggiunto forme di tutela verso  i minorenni, le donne e gli stranieri regolari che "qualora denunciassero gli aguzzini e si dichiarassero vittime del racket verrebbero aiutati dai servizi sociali del Comune". Dunque Alemanno dopo  e Veltroni prima emanarono ordinanze contro i lavavetri senza alcun successo. Il motivo è facilmente intuibile: le lacune del Corpo di Polizia Municipale. Se solo si eseguisse l'azione di confisca in maniera sistematica e costante il fenomeno sparirebbe velocemente. Non c'è da avere la palla di cristallo. Manca anche qui la volontà e Roma e i romani vengono lasciati vivere in mezzo al degrado e  ai racket che proliferano per le inefficienze di un corpo di Polizia Municipale che fa male il proprio mestiere. E' questo uno dei grandi temi della città: se il Corpo dei Vigili non gira a dovere la città resterà sempre nel vulnus dell'illegalità diffusa. E tutto questo, consentitecelo, non è davvero più tollerabile. RR.

LA PROPOSTA; AVREMO UN FILOBUS? SFRUTTIAMOLO!

La proposta della nostra pagina sui trasporti Romanderground



In questi giorni, con il bliz della sindaca Raggi nel deposito Tor Pagnotta, si è tornati a discutere della filovia EUR Laurentina-Tor Pagnotta.
Mentre si discute dell'auspicabile trasferimento di parte dei mezzi sulla linea 90, abbiamo elaborato un idea per aumentare ulteriormente l'utilità della futura filovia Laurentina.
Prolungando la linea senza bifilare di appena un chilometro è possibile raggiunge il quartiere Casal Fattoria, oggi mal servito dal 797-deviato con frequenza 45-50 minuti.
L'avanzamento del filobus consentirebbe di eliminare questa e altre linee parallele, destinando i mezzi ad altre tratte, e allo stesso tempo aumentare la vivibilità e l'accessibilità di uno dei tanti quartieri-dormitorio di Roma.

OGGI VI SPIEGHIAMO IL "TRUCCO" DELLE MOSCHEE ABUSIVE!


Ennesima moschea (l'ottava spiegano dal Comando dei Vigili Urbani), chiusa ieri mattina dagli uomini dei gruppi Spe E Pso del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale. Dietro l'associazione islamica "Hil ful fuzul Onlus", con sede in Roma, in via di San Vito 12, si celava infatti una moschea non autorizzata ed una scuola, materna e dell infanzia, che vedeva 10 bambini tra gli 11 mesi ed i 4 anni, ospitati nei locali interrati dell associazione accatastati come "cantine".
Questa la notizia ma adesso andiamo a spiegarvi il trucco.
Partiamo col dire che in Italia, contrariamente ai paesi di origine di questi signori, non è vietato realizzare una moschea: ci sono però delle regole da seguire che sono normali e identiche per tutti i luoghi aperti al pubblico.
Per fare una moschea, inoltre, servono parecchi soldini che, magari, la pur nutrita comunità islamica della Capitale non ha intenzione di spendere.
Come si procede? Trovata la legge trovato l'inganno.
Così le associazioni islamiche romane  hanno ovviato con astuzia al problema. Si parte con la costituzione di un'associazione di stampo culturale o sportivo. Nel caso di cronaca la "Hil ful fuzul Onlus". Al Comune basta comunicare che dentro il locale prescelto vi si svolgono normali attività culturali o di welfare, per aiutarsi tra di loro, per fare genericamente cultura. In alcuni locali si è resa necessaria la costruzione di bagni. Nessun problema: basta aprire una Scia (segnalazione di inizio attività), una pratica snella che le amministrazioni concedono alle imprese per avviare attività produttive. Così facendo possono anche effettuare opere di manutenzione burocraticamente snelle e fiscalmente vantaggiose, con sconti anche fino al 55%. Però non sono depositi, magazzini o garage come il Comune  è costretto a riconoscere, ma veri e propri luoghi di cultoAddirittura asili! Sotto gli occhi di tutti.

Giuste dunque le  chiusure: in un paese civile vanno rispettate le regole e se uno vuole professare il proprio culto e decide di destinare un luogo per esercitarlo deve farlo seguendo le regole. Altrimenti a casa! RR

FILOBUS LAURENTINA: BASTA PRENDERCI PER I FONDELLI!

giovedì 23 febbraio 2017

Ieri mattina il sindaco Virginia Raggi si è recata con l'assessore ai trasporti Linda Meleo nel deposito di Tor Pagnotta, che ospita 45 filobus bimodali da 18 metri destinati ai "corridoi della mobilità" (leggasi filovie) Eur Laurentina-Tor Pagnotta-Trigoria ed Eur Agricoltura-Tor de'Cenci.
Come ormai sappiamo da anni, questi mezzi costruiti nel 2009 non hanno mai portato nessun passeggero perchè rimasti coinvolti in un'inchiesta giudiziaria su presunte tangenti da 500.000 euro. Anche la rete filoviaria, che avrebbe dovuto accorciare le distanze tra le periferie e la metro B in zona EUR, si è notevolmente ridotta in estensione e dilatata nei tempi di costruzione. Per poco più di 5 chilometri di filovia sono in corso da 6 anni pesanti lavori su via Laurentina. 
Per intenderci: in proporzione ci è voluto meno costruire la prima tratta della metro C!
Si tratta indubbiamente di una pagina tristissima della storia del trasporto pubblico romano e della città in generis, ma adesso siamo stanchi di essere presi per i fondelli.
Linda Meleo aveva annunciato all'Arena di Giletti l'immissione di 20 mezzi sulle linee 60-80-90. Qualche tempo dopo Enrico Stefàno seguitò definendo il termine del 2017 come orizzonte temporale per l'apertura della prima tratta Eur Laurentina-Tor Pagnotta.
Da quegli annunci, che ci facevano ben sperare, sono passati ben 3 mesi: 3 mesi di nulla cosmico potremmo dire.
Oggi con la diretta facebook della sindaca non solo abbiamo appreso che i mezzi dovranno subire la sostituzione delle gomme e delle batterie (e questo non stupisce, vista la situazione pregressa. Indigna il fatto che non si sia fatto nulla in queste settimane), ma anche che l'apertura della filovia dell'Eur potrebbe slittare di altri 6 mesi!
I segnali in questo senso non sono molto rassicuranti: Roma Metropolitane sta ancora completando la progettazione esecutiva della rampa di collegamento per il ponte sul GRA (e i cantieri dureranno 9 mesi al netto di collaudi tecnici), la realizzazione della rotatoria con via di Tor Pagnotta e il sottopassaggio verso il futuro centro commerciale Maximo sono fermi da settimane.

Nel mentre che i nuovi autobus tardano ad arrivare perchè pare che l'Atac non abbia fondi per completare le immatricolazioni (oggi circolano 84 vetture su 150), immettere i filobus "laurentini" sulla Nomentana permetterebbe di recuperare qualche bus diesel impegnato sul 90X.

Insomma, se questa è l'eredità che il passato ha lasciato, è anche vero che l'attuale ammistrazione ancora stenta a fare quel radicale cambio di passo annunciato in campagna elettorale.

Basta con gli annunci e i selfie: dateci certezze e fatti. RAND

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